Imola, scheda e storia del circuito

La terra dei motori
L’azione in pista

La posa della prima pietra è del 1950, la proposta di una pista sotto il monte Castellaccio, tra l’appennino faentino e quello imolese, si deve ad Alfredo Campagnoli, un geometra del comune. Al collaudo, solo due anni e mezzo dopo, c’è Enzo Ferrari che la pista la ribattezza il piccolo Nurburgring. Indissolubilmente e tristemente legata alla tragedia di Senna, viene rivista dopo il 1994, poi nuovamente dopo il 2007, coi nuovi box e la cancellazione della Variante Bassa.

4.909 km × 63 giri

La storia essenziale

1980. Per gentile e calcolata intercessione di Enzo Ferrari, Monza cede il Gran Premio d’Italia a Imola, prima che gli organizzatori e l’Aci non s’inventino l’escamotage del Gran Premio di San Marino per fare due corse in Italia. Villeneuve sfascia la macchina alla piega prima della Tosa. Ne esce incolume. E quella diventa la sua curva.

1982. Villeneuve conduce davanti a Pironi, il cavallino non vuole rischi, al muretto spunta il segnale: “Rallentare”. Villeneuve ubbidisce. Pironi no, attacca e va in testa. Spiegherà: “Il cartello significava prudenza. Non credo di aver rischiato. Questa vittoria deve rallegrare anche Villeneuve”. Che invece la vive come un tradimento, due settimane prima dell’incidente fatale a Zolder.

1989. Senna e Prost sono in prima fila, si accordano per non darsi battaglia, ma il patto crolla nell’ambiguità della sospensione della corsa che viene interrotta quando Berger sbatte al Tamburello e vive un incontro ravvicinato col fuoco. Gli salvano la pelle i volontari della Cea che domano l’incendio in sette secondi.

1994. La Williams di Senna parte per la tangente al Tamburello, sbatte contro il muretto di cemento e torna verso la pista in una nuvola di polvere. Non c’è attività cerebrale, gli esami non lasciano chance: nell’urto, uno degli elementi della sospensione ha trafitto il casco. Dopo l’incidente di Barrichello e la fine di Ratzenberger è il culmine di un weekend nerissimo che mette a nudo le insicurezze latenti del paddock, ma avvia una riforma epocale della sicurezza a 360 gradi.

2001. L’alchimia di Williams, Bmw e Michelin scompone il duopolio di Ferrari e McLaren che dura incostratato da oltre un anno: a Imola nel 2001 fa centro Schumacher, l’altro, Ralf. L’ala posteriore ammonisce: “Keep your distance”, la risposta ironica ai tamponamenti delle gare precedenti.

2003. Nella notte che precede la corsa, Michael e Ralf Schumacher lasciano la pista e raggiungono mamma Elisabeth che si spegne a Colonia in ospedale. Tornano all’alba e corrono regolarmente. Michael vince, va anche sul podio a ritirare il trofeo, ma salta le interviste.

2006. Schumacher realizza la prima vittoria stagionale, resiste ad Alonso nella riproposizione a parti invertite del confronto che c’è stato nel 2005: all’epoca l’altro aveva fatto le spalle larghe fermando una rimonta prodigiosa.

2020. Nella contingenza della pandemia, si disputa il Gran Premio dell’Emilia Romagna: la Formula 1 torna a Imola dopo 14 anni. Viene anche sperimentato il weekend espresso, senza il venerdì, con unica sessione di prove libere sabato mattina prima della qualifica.