Spielberg, scheda e storia del circuito

Il cuore verde della Stiria
Solo otto curve?!

Sulle ceneri dell’Osterreichring, tra i comuni di Spielberg e Zeltweg, poco lontano dalla base aerea che nel 1964 ha ospitato un’edizione fugace e scomposta su una pista di fortuna alla base militare. Idillico, a ridosso delle colline, tra pecore e pastori, vive una seconda giovinezza grazie ai soldi della Red Bull.

4.326 km × 71 giri

Il giudizio di Christian Klien per F1WEB.it

La differenza si sente rispetto a Monaco, Singapore o Abu Dhabi. Si corre in mezzo a montagne e pascoli, è una delle piste più corte del calendario. Per i tifosi è grandiosa perché dalla curva 1 si vede quasi tutto il circuito. Si corre con carico medio-alto, si sorpassa in due o tre punti.

La storia essenziale

2002. Barrichello conduce tutta la corsa finché Todt non lo frena sul traguardo e gli impone la ragione di squadra per consegnare a Schumacher la quinta vittoria dell’anno. Il fatto in sé resta impunito perché nel regolamento mancano gli articoli contro i giochi di squadra. Però una sanzione la Scuderia se la prende comunque: un milione di dollari di multa per il doppio scambio di posizioni sul podio, il tentativo disperato di placare i fischi del pubblico.

2003. Mentre il bocchettone della benzina vomita fiamme, resta praticamente impassibile Schumacher: riparte, pulisce la visiera dagli spruzzi dell’estintore e va pure a vincere.

2014. L’Austria torna in calendario, è la prima new-entry europea dal 2008. Mateschitz che ha comprato l’autodromo fa cambiare una legge della Stiria per ampliare le strutture e sigla l’accordo con Ecclestone.

2016. La Ferrari spinge al limite la vita delle gomme, Vettel buca e si schianta sul rettilineo principale. All’ultimo giro Hamilton acchiappa Rosberg in testa, attacca alla seconda curva, all’esterno. C’è il contatto, la Mercedes rischia il doppio ritiro di Barcellona: Rosberg ci rimette l’ala e piomba al quarto posto, la responsabilità secondo i commissari è sua, Hamilton invece continua e vince.

2018. Mercedes fa la gara peggiore dell’anno: Bottas che aveva la pole si ritira per guasto meccanico, lo shock è tale che il team perde l’attimo per la sosta di Hamilton, lo lascia fuori mentre gli altri fanno il cambio gomme gratis con virtual safety car. È un errore, ma è ininfluente perché tanto nemmeno lui arriva alla fine. Verstappen ringrazia, vince davanti alle Ferrari.

2019. Verstappen ricostruisce sorpasso dopo sorpasso quanto sperpera alla partenza per avaria elettronica, all’ultimo giro ha la meglio su Leclerc che si prende una sportellata. Non è un sorpasso pulitissimo, comunque la Fia conferma l’ordine d’arrivo perché “nessuno dei due è prevalentemente responsabile”.