Jacarepagua cambia volto: il villaggio olimpico si mangia la pista di Piquet

lunedì 25 febbraio 2013 · Amarcord

Via il curvone Molykote, via il tornante Norte, via Girao, Morette e Lagoa. Martedì su Globo.com è comparsa la fotografia che mostra quello che resta del circuito di Jacarepagua: terra bruciata.

Nel quartiere di Barra da Tijuca, nella zona sud occidentale di Rio de Janeiro, sulla sponde del lago Jacarepagua la Formula 1 faceva già parte del passato perché dal 1990 si è trasferita a San Paolo. Adesso però Rio cancella anche la traccia fisica: a marzo infatti cominciano i lavori per la costruzione del villaggio olimpico dove nel 2016 si disputeranno più della metà delle gare incluse nel programma dei Giochi di Rio.

Il progetto è vasto e nelle intenzioni va oltre le Olimpiadi. Nel 2011 il Corriere della Sera già riportava i piani delle autorità: “Vogliamo costruire qualcosa che sia utile ai cittadini anche a Giochi finiti”.

Il circuito di Jacarepagua era nato nel 1966 dalla bonifica di una palude, poi la Federazione Internazionale aveva preteso un adeguamento corposo nel 1978 in vista del debutto nel calendario della Formula 1. Dal 1988 l’impianto portava il nome di Nelson Piquet. Ci aveva debuttato Ayrton Senna nel 1984, ci aveva vinto a sorpresa Nigel Mansell sulla Ferrari con cambio semi automatico nel 1989, ci aveva trionfato per cinque volte Alain Prost.

Secondo la stampa locale, il Ministero dello Sport ha già stanziato i fondi per costruire un autodromo ex novo nel quartiere di Deodoro per puntare a riallacciare il legame con la massima serie. Anche la sede di Interlagos in effetti resta perennemente in bilico perché Speed Week a novembre riferiva che i lavori di rifacimento del paddock hanno un costo complessivo di 60 milioni di euro e rappresentano la condizione necessaria per il rinnovo del contratto. E il rifacimento della Curva del Caffè non è ancora partito.

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