Sgravi per il motorsport nell’intesa sul fiscal cliff: così l’America aiuta le piste

sabato 5 gennaio 2013 · Politica
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Alla vigilia di Capodanno c’era tutta l’America con il fiato sospeso in attesa che il Senato e la Casa Bianca approvassero le norme per scampare al baratro fiscale, quello che negli States si chiama fiscal cliff.

Il negoziato alla fine è arrivato, ma ha spaccato la politica e gli economisti: aumentano le tasse per i più ricchi e contemporaneamente restano in vigore una serie di agevolazioni fiscali, compresa quella che già faceva parte del Tax Relief Act del 2010 e che gioca a favore dei “complessi d’intrattenimento motoristico”.

Secondo le stime, le piste americane arriveranno a risparmiare fino a 70 milioni di dollari attraverso la contrazione dei tempi di ammortamento, che si riducono a 7 anni in luogo dei 15 normalmente attesi, purché venga ospitato almeno un evento sportivo entro tre anni dall’inaugurazione.

È la norma già ribattezzata salva Nascar perché punta a portare nuovi investimenti nella categoria. Ma allo stato attuale, per come è formulato, il provvedimento approvato il 31 dicembre lavora soprattutto a beneficio della Formula 1 perché nella vecchia versione gli sgravi si applicavano alle strutture completate entro il 2011, mentre adesso si estendono a tutte quelle che entrano in funzione nel 2013.

Di fatto, sono direttamente interessate sia Austin che Port Imperial. E sono agevolazioni che valgono tantissimo, perché il Texas nel 2011 aveva congelato 25 milioni di dollari di finanziamento per l’autodromo di Austin mentre il New Jersey ha dovuto prorogare il debutto in attesa di chiarire con Bernie Ecclestone la posizione finanziaria.

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