Intervista all’ing. Luigi Mazzola: “Parco chiuso, una regola da cambiare”

mercoledì 20 marzo 2013 · Esclusive

Ingegnere di gara, poi coordinatore dello sviluppo performance alla Ferrari fino al 2009. Oggi Luigi Mazzola è executive coach di ICF: “Insegno modelli di eccellenza che racchiudono quelli che ritengo gli ingredienti della performance. Managing coaching, comunicazione efficace, accesso all’inconscio, intelligenza emotiva e spiritualità”. Gli occhi dalla Formula non li distoglie.

F1WEB: Ci sono degli elementi tecnici che con i regolamenti attuali della Formula 1 hanno più peso sulla prestazione?

Luigi Mazzola: Certamente il cambiamento dell’utilizzo del DRS (che la FIA ha vincolato anche nelle qualifiche, ndr). Credo che cambierà il modo di impostare l’aerodinamica della vettura sia in fase di progettazione che in fase di utilizzo in pista. Non è direttamente legato al regolamento, ma il cambiamento che la Pirelli ha fatto delle costruzioni e dei compound dei propri pneumatici influirà più di qualsiasi altra cosa.

F1WEB: La Federazione è intervenuta più volte sull’impiego intelligente dei gas di scarico. Invece continuano a spuntare idee a raffica sul tema. Sono scritte male le regole o sono troppo furbi i progettisti?

LM: Credo che comunque si scrivano le regole la capacità creativa ed interpretativa degli ingegneri sia tale da trovare soluzioni alternative. Niente può fermare l’ottimismo dei tecnici, ovvero quella capacità di scovare nuove idee di fronte agli ostacoli.

F1WEB: Quale macchina l’ha impressionata di più?

LM: Non ne vedo una in particolare, direi che sono molto simili al 2012. La McLaren ha cercato di cambiare la sua filosofia anche se pare non abbia trovato ancora la via giusta. È incredibile come la McLaren sia così poco consistente nelle sue prestazioni, anche l’anno scorso era partita benissimo per poi perdersi a metà stagione e ritornare competitiva alla fine.

F1WEB: Nel 2003 la FIA introdusse il regime di parco chiuso. Oggi i motori da qualifica e i componenti usa e getta non esistono più. Ha ancora senso impedire le modifiche degli assetti tra qualifiche e gara?

LM: Assolutamente no. Non capisco perché tenere questa regola. Oramai in pista non c’è più possibilità di intervento. I progettisti hanno impostato le loro vetture in modo da sacrificare tutte le componenti meccaniche che potevano essere modificate per ottimizzare gli spazi, i pesi e gli ingombri favorendo l’aerodinamica.

F1WEB: L’anno prossimo arriva una rivoluzione epocale sui motori. Chi rischia di più?

LM: Direi tutti, pensando anche che allo stato attuale non si possono fare test.

F1WEB: E la Ferrari?

LM: Certe volte ha avuto difficoltà dopo cambi di regolamento. Ma nella progettazione e sviluppo del motore ha sempre padroneggiato. Spero ne possa trarre un vantaggio.

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