PHOTO CREDIT · Sutton Images

C’è l’elettronica dietro il ritiro di Vettel in Bahrain

mercoledì 6 aprile 2016 · Gran Premi
tempo di lettura: meno di 1 minuto

Cedimento di una valvola di scarico, s’era detto a caldo. Ma sarebbe l’effetto piuttosto che la causa. Dalle informazioni che ha raccolto Roberto Chinchero per motorsport.com emerge che alla base dello stop di Vettel nel giro di ricognizione in Bahrain c’è stato “un problema con i parametri del motore”, un setup sbagliato che ha portato la valvola oltre la finestra nominale d’esercizio.

È una teoria credibile, spiega anche perché dai controlli preliminari non fossero emerse anomalie hardware. Non trovano conferma insomma le indiscrezioni dei tedeschi che lunedì rilanciavano “l’allarme rosso” dei test.

Soprattutto, le analisi della Ferrari dicono che il caso di Vettel non ha analogia alcuna con quello di Raikkonen a Melbourne perché là sulla rossa effettivamente il guasto era partito dalla meccanica, il cedimento della turbina che poi a catena aveva messo ko pure i motori elettrici e la centralina.

Con Raikkonen s’era salvato il motore termico grazie all’intervento tempestivo del commissario con l’estintore. Vettel invece a Shanghai ha bisogno di una nuova unità. E questo è un nodo delicato perché la Ferrari voleva tirare fino alla Spagna coi motori dell’Australia in attesa di giocarsi i gettoni di sviluppo direttamente sul secondo motore.

Ferrari, Raikkonen, Sakhir, Vettel,