Italiani, sempre peggio: dalle offese di Petrov all’ipocrisia di Montezemolo

mercoledì 14 marzo 2012 · Mercato
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L’offesa, questa ci mancava. Un mese fa ha cancellato la presenza tricolore in Formula 1 quando ha soffiato il posto a Jarno Trulli con 10 milioni di euro e la spintarella di Bernie Ecclestone. Adesso Vitaly Petrov l’Italia la sbeffeggia pure. Nell’intervista sulla Stampa dice: “Ai vostri piloti manca anche la passione”.

È un insulto multiplo, a Giorgio Pantano che ha vinto la GP2 nel 2008 e poi non ha trovato sbocchi. A Luca Filippi che va a correre in America perché il paddock della serie regina misconosce la meritocrazia. A Davide Rigon che è l’unico italiano nell’Accademia Ferrari, ma guida solamente per finta sul simulatore.

Il mercato degli italiani verso le posizioni di vertice resta in condizioni critiche per effetto di una situazione complessa dove le responsabilità s’intrecciano. Su un aspetto Petrov tutti i torti non ce li ha: “Manca un vivaio, sono anni che va avanti questa situazione e non c’è nessuno ancora pronto per la Formula 1″.

L’ultimo training nell’ambito dell’Accademia Ferrari l’hanno fatto una settimana fa i due ragazzi che hanno vinto la Formula Pilota Cina, sono Matheo Tuscher e Nobu Matsushita. Uno svizzero e un giapponese.

Luca di Montezemolo banalizza: “Il problema è che i giovani non hanno opportunità perché se anche trovassimo tre italiani fortissimi nelle categorie minori non potremmo farli provare in Formula 1 perché i test sono proibiti”. La Ferrari li aveva quasi trovati: Mirko Bortolotti, Edoardo Piscopo e Salvatore Cicatelli. Fecero un’uscita sulla rossa a novembre nel 2008. Oggi non sono nemmeno in Accademia. E quando una speranza potevano tenerla, Maranello giocava a ripetizione con Valentino Rossi perché lui sì che l’attenzione la smuove.

Oltre al fatto che quando i test non erano proibiti la Ferrari la guidava Andrea Bertolini forzando la regolamentazione della Federazione a favore delle giovani leve nel programma Young Drivers.

Montezemolo sposta la questione e sa farlo benissimo: “Io ho un’idea. Diamo ai team minori una Ferrari dell’anno precedente e costringiamoli a schierare un pilota italiano. Sarebbe fantastico”. Sarebbe soprattutto ipocrita.

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