Pirelli-Mercedes, la bega dei test segreti. Ma ha provato anche la Ferrari

lunedì 27 maggio 2013 · Test

L’indiscrezione l’ha fatta filtrare una gola profonda a Monaco sabato notte mentre il paddock era deserto e i vip facevano le ore piccole: mille chilometri di test segreti a Barcellona, dal 15 al 17 maggio, nella settimana successiva al Gran Premio di Spagna, divisi tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton con l’obiettivo specifico di provare i pneumatici per conto della Pirelli prima della rivoluzione delle mescole e delle strutture programmata per Montréal.

Lauda precisa: “Ci ha contattato Pirelli. Abbiamo chiesto alla FIA se ci fosse consentito un test così, ci hanno detto di sì”. La normativa prevede che il fornitore di gomme scelga un team per lo sviluppo in casi straordinari. È la clausola che la casa della Bicocca ha voluto sfruttare per racimolare informazioni più affidabili rispetto a quelle che poteva raccogliere con la sua test car, la vecchia Renault R30 del 2010 che non è più indicativa.

Paul Hembery a Monaco era pacioso come al solito. Ad Autosport diceva: “È tutto in regola. Nel rally è lo stesso”. E sibillino aggiungeva: “L’abbiamo anche fatto con un altro team”. Con la Ferrari dopo Sakhir, quando la delaminazione del battistrada era emersa in maniera drammatica.

Maranello su questo punto precisa che in pista c’era l’auto del 2011 per non infrangere il regolamento sportivo. La Mercedes invece ha girato con la W04: “Per tre giorni – sottolinea Chris Horner – con una macchina attuale con gomme che verranno impiegate nel prossimo Gran Premio. Chiamatelo come volete, ma questo è un test”.

Adesso Red Bull e Ferrari giocano insieme con un esposto congiunto. I termini della protesta li ha delineati Horner nell’intervista raccolta da Adam Cooper: “Penso che c’è confusione su quello che è permesso nei contratti. Ne dobbiamo discutere nelle sedi adeguate”.

Sui test inter campionato è sempre maretta per via delle deroghe della FIA. Proprio alla Red Bull nel 2011 fu contestata una sessione a Idiada per via di un tweet maldestro di Neel Jani; un anno prima la Ferrari aveva dovuto giustificarsi per le riprese pubblicitarie di Fiorano in cui Alonso provava gli scarichi soffianti.

Pirelli assicura che il test di Barcellona non ha giovato alla Mercedes. Che ha provato al buio senza dettagli sulle mescole che montava. Horner però incalza: “È sconcertante che sia stato svolto in maniera poco trasparente”. Perché prima della soffiata di domenica mattina il riserbo circa i test su commissione era strettissimo, anche da parte della Ferrari che pur muovendosi dentro i limiti delle regole comunque aveva fatto il suo test.

Nell’intervista esclusiva a formula1.com, Brawn sabato pomeriggio in merito alla modifica delle gomme per il Canada diceva: “Non sappiamo se ci aiuterà oppure no”. Anche Hamilton e Rosberg avevano toccato il tema. E nessuno aveva fatto menzione delle prove in Spagna. Pirelli invece all’epoca della firma del contratto aveva promesso rapporti trasparenti.

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