Il protocollo fantasma che quasi squalifica Hamilton: ecco cos’è successo a Monza

sabato 12 settembre 2015 · Regolamenti

Oltremanica l’hanno chiamato deflate-gate, come lo scandalo dei New England Patriots che a gennaio hanno sgonfiato i palloni della finale di American Football Conference contro gli Indianapolis Colts. A football un pallone leggermente più sgonfio favorisce la presa e migliora i lanci. In Formula 1 una gomma più sgonfia dà più aderenza, ma rischia anche di scoppiare.

A Monza è venuta fuori una magagna mica da poco, adesso Pirelli e la Fia hanno in mente di mettere a punto quella procedura che non c’è, quel protocollo fantasma che ha invalidato il rilevamento dei commissari e ha salvato la vittoria di Hamilton nel Gran Premio d’Italia.

La contesa si gioca sulla pressioni delle gomme, la Fia dopo la crisi di Silverstone del 2013 ha reso obbligatorie quelle che prima erano solo indicazioni di riferimento: pressioni minime, appunto, e angoli del camber. Oggi sono vincolanti. A Monza sono cambiati, per tutta una serie di ragioni.

Pirelli già sabato pomeriggio sa che l’obbligo sul gonfiaggio si può aggirare, che c’è una zona grigia e diverse squadre la stanno esplorando. A questo si somma  l’agitazione che è scaturita dai fatti di Spa, la necessità d’intensificare i controlli per scongiurare il remake di un incidente come quello di Vettel.

Così domenica prima della partenza di Monza la Fia controlla la posteriore sinistra su quattro macchine. A caso, neanche tanto: le due Mercedes e le due Ferrari. Usa “il manometro calibrato del fornitore di gomme”, con Hamilton trova 0.3 psi di differenza rispetto al valore della circolare della vigilia. Rosberg – che poi si ritira – è anche più sotto, 1.1 psi in meno. Abbastanza. 

La violazione c’è, di qui la nota di Herbie Blash, il documento numero 48 che solo alle 15:04 chiama in causa il pool dei commissari per indagare sulla regolarità della Mercedes. A quel punto Peter Bonnington, l’ingegnere di Hamilton, s’attacca alla radio e chiede di tirare per creare margine. Casomai arrivi una sanzione. 

Tempo due ore e mezza e il caso si… sgonfia. Per una falla della Fia, perché da nessuna parte nel regolamento c’è scritto qual è la prassi per controllare le pressioni. Un po’ com’è successo a Interlagos nel 2007 quando s’è scoperto che le norme non dicevano quale fosse la fonte che fa testo per confrontare le temperature della benzina.

Il rilevamento che trova in fallo la stella a tre punte risale a cinque minuti prima del via, quando le termocoperte sono già staccate dall’alimentazione. È la procedura di tutte le squadre, per cui alla fine la Mercedes di fronte alla Fia riesce a sostenere che le pressioni fossero più basse per effetto del raffreddamento. Non avendo appigli per la squalifica, il potere sportivo s’arrende. Alle 17:48 esce il documento numero 53 del weekend: la vittoria di Hamilton è definitiva e “non ci sono ulteriori azioni”.

Il primo comunicato però diceva che la temperatura del battistrada fosse in regola. E le termocoperte erano già staccate pure sulle Ferrari, senza che quelle misure trovassero anomalie.

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