La guerra sottorranea nei box che spiega le nuove direttive sui pitstop… e il testacoda di Bottas

sabato 26 giugno 2021 · Regolamenti

Il quadro delle forze è mutato, Red Bull è in fuga e Mercedes insegue. Per cui Stoccarda gioca su tutto, anche sulle soste ai box, quel terreno dove Red Bull non teme confronti.

Dalla Mercedes a maggio è partita una richiesta proditoria che la Fia ha già accolto e mette in campo da Budapest, una serie di misure di sicurezza che rallentano i pitstop e impongono piccoli intervalli di attesa dopo il fissaggio delle gomme e dopo che l’auto è scesa dal cavalletto.

Tempi che la Fia può facilmente monitorare attraverso le pistole pneumatiche e la sensoristica standardizzata. In totale la sosta si dilata di 3 decimi e mezzo, ma questo vale solamente per chi, come la Red Bull, riusciva ad anticipare i segnali di via libera alla ripartenza dal cambio gomme. Per gli altri non cambia nulla. All’atto pratico, è un livellamento delle prestazioni che Horner chiaramente interpreta a suo danno:

I suppose that we have been very competitive, we’ve got the world record on pit stops, we’ve had the majority of fastest stops and it’s not by accident. And I find it a little disappointing.

Perché Red Bull sulle procedure ai box è leader per tradizione, nel 2013 è stata la prima a scendere sotto la soglia psicologica tra realtà e fantascienza, il muro dei 2 secondi con il pit stop di Webber ad Austin. Quest’anno sei volte su sette ha realizzato il cambio più veloce in gara.

Mercedes per raggiungerla le sta provando tutte. Anche prendendosi dei rischi. Va letto in questa chiave il testacoda di Bottas in pitlane nelle prove libere di Spielberg, un episodio gravissimo che rischiava di mandare a tappeto gli uomini della McLaren che preparavano le attrezzature nella loro piazzola.

Bottas ammette che stesse provando a guadagnare tempo in ripartenza in seconda marcia. Di qui gli estremi per riconoscere un caso di guida pericolosa e dare penalità di retrocessione sulla griglia. Tre posti, forse anche troppo pochi nello scenario più inquietante di questa guerra sotterranea.

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