Red Bull, la controffensiva di Horner. A costo di perdere Marko… e Verstappen con lui

lunedì 11 marzo 2024 · Dal paddock
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È una guerra di potere che lascerà vittime, la Red Bull può uscirne sfaldata e compromessa per sempre. Del resto, era evidente che fosse in atto una faida tra la fazione thailandese, che detiene il 51% della proprietà e appoggia Horner, e quella austriaca legata al figlio di Mateschitz che invece vuole una riorganizzazione. Costi quel che costi, chiunque vinca.

Horner a Gedda avviava la controffensiva, forte della chiusura dell’inchiesta che non ha provato colpe e della sospensione della dipendente che l’aveva accusato. Chiede si volti pagina, nell’interesse della squadra: “Ora parliamo di motori. Basta intrusioni nella mia famiglia, mia moglie mi sostiene”. Non a caso, Ginger Spice s’era vista già a Sakhir e s’è rivista a Gedda, mano nella mano, bacetto dietro bacetto da un capo all’altro del paddock come non mai, sempre a favore di telecamere e fotografi, evidentemente perché certe immagini valgono più di mille parole.

Intanto papà Verstappen da parte sua esce dall’ombra, sta dalla parte di chi vuole che Horner sia fuori: “Sta facendo la vittima, quando invece è lui a causare problemi”. Lo strappo c’è, la televisione tedesca ruba le immagini di una discussione poco misurata con Horner, nel retrobox della Red Bull a Sakhir. E Jos a Gedda non è ai box, per la concomitanza fortunata – o sfortunata – del rally in cui è impegnato in Belgio.

In compenso nel paddock arriva Oliver Mintzlaff, il capo dei progetti aziendali per la Red Bull, perché nel frattempo c’è una grana serissima da sbrigare: la fonte delle email anonime alla stampa, con testi e foto di quella chat di Whatsapp che dovrebbe inchiodare Horner, sarebbe nientemeno che Helmut Marko, per questo investigato nella nuova inchiesta interna e quindi a rischio di sospensione, se non di licenziamento. In attesa di capire, gli viene ordinato il silenzio stampa, lui parla lo stesso: “Resterò, ho un contratto”, assicura.

Mintzlaff pare abbia trovato un punto di equilibrio, almeno di facciata: “Abbiamo avuto una conversazione serena, posso dirvi solo questo”. Facilmente, un fattore è stato la posizione di Verstappen. Il quale, impermeabile alle domande su Horner, su Marko era stato esplicito: “La mia lealtà verso di lui è molto grande, l’ho fatto capire alla squadra. Gioca un ruolo importante in quello che farò in futuro”. E per chi non avesse afferrato: “È molto importante che lui resti”.

Le sirene della Mercedes già cantano, Verstappen è dato in partenza per il posto che Hamilton ha liberato andando in Ferrari. Lo seguirebbe anche Marko, nel ruolo di super consulente che già fu di Lauda, tant’è che Wolff a Gedda gli offriva asilo, neanche tanto ironicamente: “Gli daremo il cappellino rosso”. Con loro lascerebbe anche Adrian Newey, con destinazione Maranello in questo caso. La Red Bull, adesso, deve decidere chi vale di più e chi conviene tenere.

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