Gran Premio del Canada 2011, gara

lunedì 13 giugno 2011 · Race round-up

Ecclestone voleva la pioggia e ha avuto un nubifragio. Corsa sospesa a Montréal per quasi due ore, trascorrono 244 minuti tra la partenza e la bandiera a scacchi. Un pazzo Gran Premio infinito che al traguardo premia Jenson Button, sub judice perché sono due gli episodi controversi che lo vedono coinvolto: una collisione con Hamilton e un’altra con Alonso. In serata i commissari archiviano entrambe le pratiche: sono incidenti di gara.

Vettel. Resta al comando fino a 3 chilometri dalla fine. Poi cede sotto la pressione di Button e fa uno svarione alla prima chicane. Non aveva sbagliato niente. Gli era scappato solo un fuoripista innocuo sull’erba nei primissimi giri. E comunque il leader del Mondiale è sempre lui, con 60 punti su Jenson.

Ferrari. Massa strappa il sesto posto a Kobayashi al fotofinish. Alonso invece si ritira nel duello con Button. Prima dell’interruzione della gara era scivolato in P8 per aver cambiato troppo presto le full-wet con le intermedie. Soliti abbagli e solita difesa: “Col senno di poi – dice Colajanni – è facile giudicare”. Ma chissà perché la Scuderia quando scommette sul meteo si fa sempre fregare…

Schumacher. A due terzi di gara fa registrare gli stessi tempi di Vettel. Si mangia in un solo boccone sia Massa che Kobayashi al tornante, poi si arrampica fino al secondo posto, ma resta giù dal podio. Perlomeno si è divertito. Quasi come ai vecchi tempi.

Kobayashi. Mentre la pista si allaga e i fotografi si concentrano su Rihanna, lui è l’unico che resta in griglia seduto nell’abitacolo della macchina. Come se volesse fare la guardia per difendere il secondo posto provvisorio. Che alla fine non si concretizza quando la pista si asciuga e vengono fuori i soliti noti.

Pirelli. Con le gomme da bagnato nessuno aveva mai fatto un test completo, né con le intermedie né con le full-wet. I team le avevano provate solo nelle libere in Turchia. Paul Hembery è soddisfatto: “Si sono comportate bene entrambe le mescole”.

DRS. A Montréal debuttava in via sperimentale il nuovo impiego dell’ala mobile con due zone di attivazione: dal tornante fino all’ultima chicane e poi di nuovo dalla chicane fino alla prima curva. La norma generale invece autorizza il DRS in gara soltanto una volta al giro.

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