L’Europa si sta riprendendo la Formula 1: dal 2018 torna anche la Francia

lunedì 5 dicembre 2016 · Politics

Sembra un altro segnale dell’inversione di tendenza, la conferma di una geopolitica che tra mille ostacoli sta restituendo la Formula 1 all’Europa: è tornata l’Austria nel 2014, sta studiando il rientro pure l’Olanda con Zandvoort, esce la Malesia dopo il 2018 e ricompare il Gran Premio di Francia a Le Castellet.

Ecclestone valutava Disneyland Paris e uno stradale ai Campi Elisi, nel 2009 s’è arenata l’idea dell’Automobile Valley a Flins-Les Mureaux. Il governo di Sarkozy comunque nel 2012 già aveva la bozza del piano per rilanciare proprio il Paul Ricard dove un evento ufficiale manca dal 1990.

Quel progetto nel 2012 l’ha ereditato Holland che invece per motivi politici tirava la volata a Magny Cours dove il partito socialista storicamente è più radicato. Non se n’è fatto più niente, Ecclestone quell’intesa comunque l’ha congelata e l’ha tenuta in stand-by. E probabilmente non è un caso che giovedì l’annuncio della firma sia trapelato a poche ore dalla conferenza stampa in cui Hollande rinunciava al secondo mandato.

Ad ogni modo, quattro anni fa si parlava di riprendere la massima serie ad anni alterni col Belgio, il nuovo accordo invece non prevede staffette.

Allo stato attuale il Paul Ricard a Le Castellet è un gioiello tecnologico con vie di fuga in materiale abrasivo, può riprodurre cinquanta configurazioni diverse per i test, di fatto rappresenta uno degli autodromi più avanzati in sicurezza e strutture. Senza tribune né reti di contenimento, per cui andrebbe aggiornato a favore del pubblico.

Ma c’è una chicca: la possibilità d’irrigazione artificiale della pista. Se n’è servita Pirelli ai test di gennaio. Sarebbe un’idea accattivante per un Gran Premio.

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