Salgono le velocità, avanzano i punti di frenata: la Fia chiede la revisione dei circuiti

domenica 15 gennaio 2017 · Tecnica

Le squadre scrivono alla Fia, la Fia scrive ai circuiti. In pratica con l’avvento delle macchine di nuova generazione, quelle più larghe, con l’aerodinamica potenziata e le nuove mescole, le stime calcolano un crollo dei tempi sul giro anche di cinque secondi, per cui certe misure di sicurezza vanno riviste.

Il calcolo della Fia si basa sui risultati delle simulazioni che arrivano direttamente dalle squadre per tutte le piste del mondiale: le velocità sono tutte scalate verso l’alto, aumentano tra 20 e 50 chilometri orari nelle curve medie, con il risultato che alcune pieghe diventano dei dritti e si fanno in pieno. Oltre al fatto che avendo più grip i punti di frenata avanzano anche di 30 metri.

La Fia fa sapere che la richiesta ufficiale di revisione dei circuiti segue l’ordine cronologico delle corse del campionato. Quindi Melbourne è la prima che s’è messa in regola.

Ovvero: gli organizzatori del Gran Premio d’Australia del 26 marzo comunicano che alla Waite hanno sistemato centomila dollari di barriere TecPro a blocchi in schiuma di polietilene con anima di metallo, là dove le macchine dovrebbero transitare intorno ai 220 all’ora con il rischio di un impatto a 130 all’ora in base all’ampiezza della via di fuga che invece resta invariata.

Niente TecPro invece nelle altre curve critiche: “Perché questo sistema – dicono da Melbourne – è più sicuro, ma è anche molto costoso”. Raddoppiano allora le barriere di pneumatici alla curva 1 (quella della carambola del 2002), alla Whiteford (quella del volo di Brundle del 1996 e del terribile schianto di Alonso l’anno scorso) e alla Stewart (dove capottò Schumacher con la Ferrari nelle prove libere del 2001).

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