Gli arbitri che diventano giocatori: a Sepang una grana che si chiama Marcin Budkowski

martedì 3 ottobre 2017 · Politics

È l’uomo del weekend di Sepang, più di Verstappen che vince, più di Vettel che rimonta dal fondo. È uno dei semisconosciuti che si muovono dietro le quinte, che nessuno ha mai visto in faccia e all’improvviso diventano i personaggi dai quali può dipendere l’esito di un campionato del mondo.

Si chiama Marcin Budkowski, polacco, nasce professionalmente come ingegnere alla Prost, ma nel 2002 – quando chiude la squadra di Alain – finisce alla Ferrari dove si specializza nell’aerodinamica. Tempo cinque anni e si sposta in McLaren. Ci resta fino al 2014, anno in cui decide di passare dall’altra parte della barricata. Cioè alla Fia che lo mette a capo del dipartimento per la Formula 1, così da alleggerire il lavoro a Whiting e Bauer.

Insomma Budkowski giocoforza nel giro di tre anni diventa il custode dei segreti – genialate e magagne – di tutte le squadre. Fino al 26 settembre, quando presenta le dimissioni con effetto immediato e produce un terremoto nel paddock.

Chi più chi meno, il pericolo lo annusano tutti: quelle informazioni riservate adesso Budkowski se le porta dietro, alla Renault probabilmente, per tornare a fare quello che faceva prima di entrare alla Fia, il giocatore anziché l’arbitro. Dice Horner:

He has been in an extremely privileged position where he has extremely recently been in people’s wind tunnels and been looking at intimate details of knowledge of next year’s cars.

Perciò venerdì pomeriggio a Sepang i team che hanno voce nel Gruppo Strategico – Mercedes, Ferrari, Red Bull, Williams, McLaren e Force India – hanno fatto massa critica. È venuta fuori una richiesta congiunta da sottoporre alla Fia: prolungare il periodo obbligatorio di gardening leave da tre a dodici mesi per il personale che lascia la Federazione. Faceva notare Force India:

It has to be long enough such that the technology he is aware of is not obsolete but not leading edge. There are some sporting regulations that prohibit us from selling current year cars for exactly the same reason.

Del resto, la problematica della diaspora dei tecnici della Fia non è nuova. Nel 2011 dalla Federazione era uscito Gilles Simon, il delegato ai motori. E se n’era andato a fondare, con Pollock, la Pure che doveva partecipare al bando per la fornitura dell’ibrido. La Pure è morta prima di nascere. Ma Simon all’epoca aveva in mano tutte le bozze dei big.

Ferrari, Fia, Force India, McLaren, Mercedes, Red Bull, Williams,