Un passo indietro per salvare il risultato in Australia: così la Ferrari ha perso il ritmo dei test

domenica 17 marzo 2019 · Gran Premi

Impietoso, concentrato, praticamente un martello: la prima cartuccia della nuova stagione della caccia la manda a segno Valtteri Bottas, a Melbourne fa la gara perfetta in controllo assoluto, quanto normalmente farebbe Hamilton e quanto il paddock sulla base delle risultanze dei test s’aspettava dalla Ferrari.

Che invece stecca la prima, clamorosamente e dolorosamente. Mattia Binotto al primo weekend da team principal la mette così:

Right from friday, we didn’t feel comfortable at this track. Even though we did a lot of work on set-up, we didn’t find the right balance and even our qualifying performance demonstrated that we were struggling to adapt to the Albert Park track.

È sorpresa amara e penosa in terra australe il ritmo della SF90 su cui scribacchini e pennivendoli di mezzo mondo già si giocavano le palle dopo la graduatoria dei test invernali. Vettel venerdì tra una battuta e l’altra diceva:

I am still lacking a bit of confidence, it was a tricky day for us, as it probably was for everyone. We are not yet where we would like to be, not so much in terms of lap time but more in terms of car feel and handling. We didn’t really get into the groove and into the rhythm, which is quite important round here.

Il feeling invece la rossa non l’ha mai trovato, le ha prese in qualifica – 7 decimi dalla pole position – e riprese in gara – P4 e P5 a mezzo minuto dal leader. Insomma Melbourne chiarisce che oggi la Mercedes è sempre stellare e la Ferrari è dietro.

Pesa, e non poco, il rendimento sulle Pirelli medie dopo il pit stop. Ancora Vettel, stavolta nelle interviste di domenica:

It’s surprising and shocking how fast Mercedes was and how easy it was for them today. In the race I expected it to get better but it was the opposite. Maybe we had another issue as well. I was asking at some point what’s the problem, why are we so slow. I didn’t have the grip to go any faster.

Fin qui le dichiarazioni ufficiali, per il resto traspare l’impressione di una Ferrari forzata al passo indietro – oltre che sullo sponsor – pure sul piano tecnico, per scongiurare i vizi dei test e magari quell’anomalia al turbocompressore che s’è presentata proprio a Barcellona l’ultimo giorno di prove. Non a caso, Vettel via radio chiedeva ragguagli sulla condizione del motore. E se in Australia c’è sempre la scusa della pista anomala, il Bahrain diventa già un esame.

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