Gran Premio d’Ungheria 2020 a Budapest: chi ha vinto, chi ha perso, sintesi e statistiche

lunedì 20 luglio 2020 · Race round-up

Non ce n’è per nessuno, non ce n’è per nessuno sul serio. La prima corsa dell’anno senza le neutralizzazioni della safety car dà il polso della supremazia schiacciante e disarmante della Mercedes. Che ancora cresce e ancora sviluppa su ogni fronte. Doppiando la Ferrari che invece attraversa una crisi sempre più profonda, di prestazioni e idee.

L’ordine d’arrivo. Vince Hamilton su Verstappen e Bottas, a punti Stroll, Albon, Vettel, Perez, Ricciardo, Sainz e Magnussen. Ritirato Gasly.

Chi ha vinto. Red Bull, per il lavoro di squadra: nel giro di uscita dai box prima del via, Verstappen su pista bagnata sbatte rompendo ala e braccetto della sospensione anteriore, i meccanici rimettono l’auto in sesto in 15 minuti, lavorano direttamente sulla griglia di partenza. Via Twitter, il plauso di Mark Priestley, ex meccanico McLaren:

Amazing stuff from the Red Bull guys. That’s your worst nightmare & the last place you want to be changing suspension and steering components

Chi ha perso. Sky Sport, che per tutto il weekend rilancia illazioni da bar sulla regolarità del motore della Mercedes, per foraggiare la caccia alle streghe da parte di tifosi frustrati e faziosi. Le vecchie abitudine sono dure a morire.

Intrappolati. È geniale la trovata dell’Haas che nel giro di formazione chiama Magnussen e Grosjean ai box per le gomme da asciutto, anticipando tutto il gruppo. In quel momento è una mossa che vale il podio virtuale, ma è irregolare perché dal 2015 dopo il giro di vite sugli aiuti nelle regolazioni della frizione, le norme vietano ogni istruzione dal muretto verso i piloti prima del via.

Il guizzo che non c’è. Passa impunito invece il saltello in avanti di Bottas a semafori ancora rossi, rientra nelle tolleranze che ammettono i sensori, altrimenti sarebbero false partenze tutti gli assestamenti che fanno le macchine mentre sistemano i settaggi del cambio. È un punto che la Fia già ha chiarito nel 2017, quando proprio Bottas bruciò i semafori alla partenza in Austria.

La paranoia. E non c’è sanzione nemmeno per la Red Bull: Bauer ha fatto presente ai commissari che i meccanici hanno asciugato con i ventilatori la piazzola di Albon prima del via, fingendo di soffiare aria nei radiatori. Sarebbe un illecito, oltretutto Masi aveva preventivamente avvisato le squadre. Ma non c’è modo di provare che l’azione dei meccanici fosse intenzionale. Quindi nisba.

La protesta. Nel frattempo Renault ripropone come già a Spielberg il reclamo contro Racing Point, nella stessa forma e sulle stesse basi. La Fia s’è presa tempo fino ad agosto per gli approfondimenti.

Le statistiche. È l’ottava volta che Hamilton vince sullo stesso circuito, come lui solo Schumacher a Magny Cours. Appunti di Corsa è il diario dei Gran Premi di F1WEB.it, dal 1950 all’era moderna, in print-on-demand oppure ebook su ilmiolibro.it.

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