Angolo di rake, Aston Martin fuma: la questione tecnica diventa scontro politico

lunedì 19 aprile 2021 · Politica

La velocità di percorrenza in curva è tornata a salire, è un dato di fatto e lo dicono i numeri del 2020. Di qui il piano d’emergenza della Fia, per ragioni di sicurezza, tenendo presente che la struttura delle gomme non sarebbe cambiata e per “ripristinare la deportanza a un livello intermedio fra quello del 2019 e quello del 2020”, spiegava Tombazis.

In questa direzione – e nelle more della rivoluzione globale che è slittata al 2022 – il regolamento interviene su diffusore, fondo e condotti dei freni. L’effetto è una riduzione di circa il 10% dell’efficienza aerodinamica, che le squadre ovviamente possono recuperare altrove. Purché restino nel limite dei gettoni, dal momento che lo sviluppo libero è vincolato per attutire le spese in tempo di crisi.

Il margine di recupero allora non è lo stesso per tutti. E non è questione di soldi, ma di progetto: l’impatto delle nuove misure è più severo sulle auto che adottano un angolo di rake ridotto. Per semplificare: quelle più piatte, soprattutto la Mercedes che in qualifica a Imola ha perso 8 decimi rispetto al 2020.

La penalizzazione invece è meno evidente per la Red Bull che da sempre predilige rake più pronunciati, per precisa e tradizionale scelta filosofica di Adrian Newey.

Fin qui la parte tecnica. Il resto è scontro politico: l’Aston Martin fuma per quanto ci ha rimesso, Szafnauer cerca l’appiglio per chiedere un’equalizzazione.

E forse ce l’ha, perché nel processo legislativo ha giocato anche Liberty, che prevalentemente è mossa da ragioni di spettacolo e ha spinto per una modifica che di fatto ha contribuito a chiudere il gap al vertice. Portando la Red Bull sul livello della Mercedes.

La prospettiva dell’azione legale resta improbabile. Ma non impossibile. Proprio nella Mercedes cerca sponda l’Aston Martin. Da parte sua, Wolff fa meno proclami di Szafnauer, si mantiene prudente e diplomatico: “Prima di parlare bisogna avere un quadro chiaro”. E magari quantificare il reale vantaggio della Red Bull, prima di sporcarsi le mani con un esposto ufficiale.

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