L’Alfa si gioca (bene) il diritto di replica, ma a Raikkonen resta la penalità di Imola. Ecco perché

lunedì 3 maggio 2021 · Regolamenti

Il primo scoglio era ottenere il riesame. Né automatico, né banale: la Ferrari due volte ci ha provato e due volte è stata bocciata.

Invece l’Alfa Romeo per rovesciare la penalità di Imola qualche carta ce l’aveva. Il nodo riguardava la ripartenza: Raikkonen, causa testacoda, non era in posizione corretta alla bandiera verde dopo lo stop per l’incidente di Russell e Bottas.

Ai sensi del regolamento, chi perde posizioni nel giro di formazione può recuperarle. Anche in caso di ripartenza lanciata, cioè dopo una safety car, ma prima che questa abbia spento le luci. Dopodiché, chi è fuori posto deve entrare ai box e uscire quando tutto il gruppo è transitato.

Raikkonen si era girato al Tamburello, la safety car ha spento le luci alla Variante Alta e lui è rimasto dietro a Hamilton e Tsunoda, su istruzione del muretto che è andato in confusione e aspettava di sentire Masi dalla direzione gara. Di qui la penalità, che la Fia ha applicato sull’ordine d’arrivo, 30 secondi che sono costati il nono posto.

Secondo l’Alfa, si è pagata una situazione ambigua perché non è chiaro se il giro di lancio prima della ripartenza va inteso come un giro di formazione oppure è un giro come un altro sotto safety car, per cui prevale la norma che vieta i sorpassi. Norma che proprio a Imola, in fase precedente, ha determinato penalità a Perez che dietro la safety car ha rimontato, senza averne diritto, la posizione che aveva perso per testacoda.

La Fia a Imola sosteneva che la sanzione a Raikkonen fosse coerente coi precedenti. Poi è emerso che in realtà quei precedenti risalissero a Formula 2 e Formula 3: è una linea che ci può stare perché il regolamento sportivo è identico in merito alle procedure di safety car, ma il punto è che i precedenti in questione non riguardano situazioni successive alla bandiera rossa, e questo aspetto nella discussione di Imola nessuno l’aveva fatto presente all’Alfa.

È diventato il punto intorno al quale il team ha giocato per identificare quel “significativo e rilevante elemento di novità” che consente il diritto di replica. Che alla fine non ha riscritto la classifica, perché secondo la Fia la sostanza non cambia: Raikkonen non era nella sua posizione e, per quanto più indietro e quindi danneggiato, ha violato la norma. Tutto il resto è esercizio forense.

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