Operazione States, perché la Formula 1 è sempre più popolare… nel paese che l’ha ignorata per anni

giovedì 21 ottobre 2021 · Mass media
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L’Indycar resta un termine di paragone impossibile, ma la popolarità della Formula 1 negli Stati Uniti è in crescita esponenziale. E non è scontato, nel paese che da anni preferisce le gare sugli ovali.

C’è tanto merito della serie su Netflix e di Liberty Media che dal 2016 investe in campagne promozionali aggressive verso un territorio ad alto potenziale commerciale. Hamilton da Austin nelle interviste rimarca:

It’s such a huge country, having just one race here isn’t enough to tap into the sporting culture here and really encapsulate the fans and get them on the journey with us. I think definitely you need at least to have two, but there are so many great cities to have a grand prix.

Infatti l’anno prossimo entra anche Miami, faticosa conquista e ambito traguardo, una vittoria di Liberty con il sostegno informale – e subdolo per certi versi – di tutti i canali che fanno capo a Motorsport Network. E c’è sempre l’ipotesi di mettere una terza bandierina: di tornare a Las Vegas parlava già Bernie Ecclestone nel 2016.

Lui il matrimonio fra la serie regina e l’America l’aveva celebrato alla fine degli anni Novanta nello scenario perfetto, a Indianapolis che è il tempio sacro delle corse di ogni yankee: “In tutto il mondo la gente sa cosa significa Indianapolis. A noi serve un posto così”. Non durò, pesò l’oltraggio del 2005: “Stavamo costruendo l’immagine della Formula 1 in America, adesso è tutto rovinato”.

Adesso questo rapporto controverso che ha visto susseguirsi piste su piste l’ha risistemato Austin, impianto da favola, città brillante, attività promozionali a tappeto, posto fisso in calendario, il favore dei team e l’approvazione del pubblico. Sempre Hamilton:

The amount of emails and messages I get from people who I’ve known for years in the States but never knew what I was doing and now are hooked and can’t wait to come, I think a lot of them are coming this weekend. It’s great to see the response.

Solo là poteva andare di scena il razzmatazz del 2017 nella cerimonia di introduzione alla corsa: Usain Bolt prova una Mercedes GT con Hamilton, Michael Buffer annuncia i piloti al microfono, i paracadutisti si lanciano con le bandiere. Per avere certi numeri da circo la Formula 1 dovrebbe correre sempre in America.

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