Altezze da terra e drs “corti”: perché nei Gran Premi ci sono già meno sorpassi

mercoledì 3 maggio 2023 · Tecnica
tempo di lettura: 2 minuti

I commenti entusiastici della troupe di Vanzini sono evidentemente di parte. Del resto, proteggono il prodotto che vendono. Piuttosto, il dato di fatto è che la Formula 1 a Baku conferma il trend verso l’appiattimento dello spettacolo, 18 sorpassi nella sprint, appena 13 in gara.

C’entra che la Fia abbia deciso di accorciare rispetto al 2022 la lunghezza della zona di drs sul rettilineo principale, in linea con la filosofia che si è data all’inizio dell’anno e sta applicando da Sakhir, per tenere il numero di sorpassi su livelli ragionevoli affinché non si vada in overdose.

Cento metri in meno che hanno fatto la differenza più che altrove, “perché – diceva Hamilton, che non riusciva a prendere Sainz – quando andavi sul drs era già troppo tardi”. A meno che non guidi una Red Bull, che attivando il drs guadagna comunque il doppio degli altri.

Era un tema caldo, nel briefing coi piloti era stato affrontato: “E non s’è capito – rivelava Norris – come mai alla fine la Fia abbia deciso così”. Anche perché, parole di Magnussen, “ha più senso allungarle le zone, anziché accorciarle”.

È la prova che la Formula 1 per i sorpassi è ancora fortemente dipendente dal drs e non c’è verso di uscirne, ma su Baku pesa anche il nuovo formato del weekend, che a seguito della cancellazione della seconda sessione di prove libere obbliga a prendersi dei rischi sul setup. Improvvisando, come nel caso di Haas e Alpine che alla fine hanno violato deliberatamente il regime di parco chiuso per risistemare gli assetti.

Ad ogni modo, la questione dello show va oltre gli episodi di Baku, perché non c’è sostanza nemmeno nelle gare precedenti. Di qui l’invito di Toto Wolff ad aprire rapidamente un tavolo per trovare delle soluzioni, evidentemente anche per offrire alla Mercedes uno spunto di rivalsa: “Cento metri in più o in meno di drs non cambiano le cose”.

Il punto è che la Formula 1 nel 2022 coi nuovi regolamenti aveva trovato la chiave per ridurre le turbolenze e consentire duelli più ravvicinati. Ma presto era esplosa la questione tecnica e politica del porpoising, per cui la Fia dopo l’attuazione delle prime misure d’emergenza è intervenuta definitivamente sulle altezze da terra e sulla posizione del diffusore all’inizio della nuova stagione.

Il resto l’ha fatto l’evoluzione naturale delle monoposto, “annullando – notava Russell – buona parte di quanto avevano portato le nuove regole”.

Alpine, Baku, drs, Fia, Haas, Hamilton, Magnussen, Mercedes, Norris, porpoising, Red Bull, Russell, T. Wolff, Vanzini,