Affidabilità da record: tutti al traguardo, senza guasti né incidenti (anche) a Miami

martedì 9 maggio 2023 · Statistiche

Arrivano tutti al traguardo al Gran Premio di Miami, è già successo altre dieci volte nella storia della Formula 1, sei delle quali nell’era del V6 turbo, cioè nel 2016 a Shanghai e Suzuka, nel 2019 a Spielberg, nel 2021 a Le Castellet, Spa e Istanbul.

Sta qui il dato rilevante, le auto della nuova generazione hanno raggiunto un’affidabilità da record, malgrado una serie di fattori che sulla carta hanno giocato e ancora giocano a sfavore.

Primo, tutte le revisioni di regolamenti che hanno attraversato lo sport, ultima quella del 2022 che ha riportato brutalmente in gioco l’effetto suolo. Secondo, le limitazioni sul numero di sostituzioni della componentistica, centraline, sistemi di recupero dell’energia, batterie, e via dicendo. Terzo, il tetto di spesa.

Eppure, non partiva coi favori dei tecnici la rivoluzione ibrida nel 2014. All’epoca, alla vigilia del debutto dei nuovi motori, Roberto Dalla di Magneti Marelli teme l’ecatombe. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport dice:

C’è l’ipotesi che nessuno finisca, perchè ai test tutti i team hanno accusato guai seri. E ci sarà anche la possibilità di raggiungere il limite di 2 ore.

Non succede, ma non va nemmeno così liscia: per cause meccaniche o elettroniche si ritirano in cinque, fra cui Hamilton e Vettel. Senza contare tutte le grane delle prove.

Ad ogni modo, da lì squadre e Formula 1 reagiscono rapidamente, nella direzione di quella perfezione tecnica che rappresenta il contrario esatto di quanto chiedono i tifosi e quanto cerca Liberty Media, cioè l’imprevedibilità assoluta. Anche attraverso la variabile dell’affidabilità.

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