Monte Carlo, Spa e le altre: ecco chi rischia di uscire dal calendario già l’anno prossimo

mercoledì 15 giugno 2022 · Politica

Stefano Domenicali era in Sudafrica lunedì dopo il Gran Premio di Baku, a chiudere o comunque mettere insieme le carte per il ritorno della Formula 1 a Kyalami, già dall’anno prossimo se tutto va bene.

Il circo dei motori si organizza per ripescare dopo trent’anni una sede dimenticata, affascinante e sperduta della quale si riparla almeno dal 2018, per una tappa nel continente nero, che faccia mondiale il mondiale dell’inclusività. Non a caso, c’è l’endorsement di Hamilton, da sempre.

È già lunghissima la lista delle sedi per il 2023: debutta Las Vegas, il Qatar dopo la pausa per i mondiali di calcio propone una pista nuova in alternativa a Losail dove s’è gareggiato nel 2021 e torna – con ogni probabilità – Shanghai dopo la pandemia.

Per contro, rischiano in quattro e sono le tappe che ancora non hanno rinnovato. Monte Carlo, dove Liberty vuole ridiscutere diversi punti: il canone prima di tutto, ma anche la produzione televisiva dell’evento che è gestito dalle emittenti locali anziché dalla Fom e il conflitto fra gli sponsor della gara e quelli del mondiale, Tag Heuer contro Rolex, per esempio. E certi sconti la Formula 1 non è più disposta a farli, dal momento che il principato progressivamente ha perso la palma del glamour.

“Non si mette bene” per Le Castellet, lo svela Ocon che sta seguendo le trattative. Così la Francia rischia di perdere la Formula 1 com’è già stato dopo l’uscita di Magny Cours. Una chance può venire dalla staffetta ad anni alterni, un piano di cui già parlava Ecclestone, per salvare contestualmente anche Spa che pure è in scadenza e non se la passa benissimo dopo un corposo intervento di riqualificazione delle infrastrutture. Infine, tutto tace sul fronte del Messico che già viene da una trattiva complessa, che nel 2019 ha escluso il governo e ceduto l’organizzazione del Gran Premio ai privati e alla municipalità.

Si dà per scontato il rinnovo di Spielberg e coi fondi della Red Bull è una prospettiva credibile. Non immediate, ma comunque prossime, le scadenze per Zandvoort – che conta sempre su Verstappen – nel 2023; Baku, Silverstone e Suzuka nel 2024; Interlagos, Shanghai ed entrambe le italiane, Imola e Monza nel 2025; Barcellona nel 2026, che stava già uscendo tre anni fa. La Germania, non pervenuta.

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